lunedì 15 febbraio 2010

Taxation without representation

Il tour dei musei è andato bene. Alla national gallery hanno tanti dipinti, ma se la confronto al louvre, ai vaticani, al prado e al moma, perde punti. In ogni caso la gratuità è un ottimo punto a favore. Il museo di storia americana fa quasi tenerezza per quanto sono giovani. Si parte dalle diligenze, per passare alle auto di inizio secolo, poi l'elicottero della seconda guerra mondiale, per arrivare a un enorme pezzo di acciaio deformato proveniente da una delle torri gemelle. L'holocaust memorial museum è molto crudo, ma rende bene l'idea del "non dimenticare". Il museo di storia naturale l'ho trovato noiosissimo a parte il tirannosauro. Quando sono uscita ho letto sulla targa di un auto lo slogan della città: taxation without representation. Mi è tornato in mente uno di quei brani accademici lungherrimi che ci fanno leggere per la preparazione al Toefl. Questo slogan vuole ricordare il grido che gli americani fecero agli inglesi prima di iniziare la rivolta. Volete i soldi delle nostre tasse e non ci volete in parlamento? Ok, noi iniziamo a boicottare i vostri prodotti. Vediamo, un po' da dove cominciamo? Cominciamo dal formaggio. C'è una tassa sul Cheddar inglese? Bene, noi ora creiamo quello americano, così non dobbiamo più pagare. Gli aggiungiamo del succo di carota, così diventa arancione. Hai capito, una va al supermercato a fare la spesa e non sa che dietro a quello strano pezzo di formaggio arancione c'è la storia di una rivoluzione. In ogni caso non hanno mai smesso di venderlo, e il white cheddar è una novità degli ultimi anni. Ma chiudiamo la parentesi della targa. Il viaggio di ritorno è andato bene. Prima di partire ero un po' preoccupata, perché quando ho comprato il biglietto credevo che a New York fosse prevista una semplice sosta, e invece all'andata ho capito che bisognava scendere dal bus e aspettare un'ora il secondo mezzo. Peccato che la sosta del ritorno fosse alle due di notte. Una ragazza da sola dalle due alle tre di notte alla stazione delle corriere di New York? Sì, se deve essere avventura che avventura sia. Alla fine, era molto più sicura della stazione di Bologna alle due del pomeriggio. Piena di gente, illuminata a giorno, e con tante guardie sull'attenti. Sono arrivata a casa alle otto del mattino, ho fatto la doccia, ho dormito tre ore, ho pranzato e sono andata a fare la spesa. Tutta colpa della red bull che ho bevuto ieri pomeriggio. Era in formato americano: 470 ml. Posso scrivere burp o non si addice a una signorina?

3 commenti:

Ragno ha detto...

puoi scriverlo solo se prometti di non farmi puzzare la pagina web di redbull mediamente digerita...

PS: non è che i musei sono gratis poiché brutti?

kay ha detto...

No,non sono brutti, ne vale la pena, i bambini per il museo di storia naturale impazzivano tutti per dire. Tutto il complesso dello Smithsonian risulta poi essere il museo più grande del mondo. E' solo che gli altri citati sono un po' difficili da battere. Non è che ci si può alzare una mattina a inizio '900 e si apre un museo pretendendo di averci dentro tutta la roba che c'è in un louvre, anche se hai un sacco di soldi a disposizione. Sono solo gggiovini, ecco!

Anonimo ha detto...

C'hai ragione kay.
E burp si può dire! abbiamo scritto cose peggiori sui blog!!

hehe.
non ho molta fantasia oggi, però invidio la tua curiosità ed energia. prendere autobus, visitare musei! io nel tempo libero ho solo voglia di dormire ultimamente.. fai così bene ad approfittare del tuo tempo per conoscere il mondo.

bsss