sabato 16 gennaio 2010

Guida del perfetto emigrante

Un lettore del blog mi chiede come si fa ad essere me. Precisando che io non lo augurerei al mio peggior nemico, magari posso darvi qualche suggerimento se avete in testa di fare una pazzia simile.

1) scordatevi gli Stati Uniti. Se io fossi andata in Inghilterra, con tutte le energie che ci ho dedicato avrei trovato già ventisette lavori. Qui il lavoro degli stranieri è illegale, e per trovare uno sponsor disposto ad avviarti le pratiche di visto lavorativo devi essere davvero fortunato in tempi di crisi come questi. Da queste parti senza il social security number nessuno ti da un lavoro, e senza un lavoro lo stato non ti da il social security number.

2) se avete un lavoro a tempo indeterminato, preparatevi a dirgli ciao per sempre. Anche se poi in futuro deciderete di tornare, dovreste essere troppo ottimisti per sperare di trovarne un altro. Volete davvero farlo? Bene, lettera, preavviso e poi via verso la libertà. Questo include l'accantonamento a lungo termine di progetti futuri tipo acquisto della casa e creazione di una famiglia. Libertà non fa rima con radici, e tanto meno con figli. Pensateci bene.

3) mettetevi nell'ottica di investire parte dei vostri risparmi in voi stessi, ovvero nell'approfondimento della lingua del paese scelto. Se parli la lingua come il pakistano laureato che viene a pulirti l'ufficio parla l'italiano, hai il 95% di possibilità di fare la sua stessa fine. C'è chi pensa che dire "io lavo i piatti a Londra" sia enormemente cool, e sono le stesse persone che a casa loro in Italia i piatti li fanno lavare alla madre. Questo genere di lavori non vale lo sbattimento, a meno che non siano a brevissimo termine, in previsione di qualcosa di meglio. Se fai il cameriere in Italia almeno hai il supporto della famiglia e degli amici, all'estero hai solo le tue forze su cui fare affidamento.

4) prima di partire studiate bene i punti strategici e logistici della città. Il dove trovate casa è fondamentale. Dite ciao alla vostra auto, e date il benvenuto all'era del trasporto pubblico quotidiano. Se trovate casa nel posto giusto, questa parte peserà di meno. Per la prima settimana prenotate un ostello, tre giorni prima di partire prendete appuntamenti su internet per visitare case, e non abbiate paura di rimanere senza un tetto, una stanza in una settimana di ricerca 12 ore su 24, si trova. Come prima stanza, evitate di firmare contratti annuali, se ne trovate una per qualche mese è meglio, in modo da valutare se i vostri studi precedenti erano giusti. Prima di dire sì la prendo, guardate bene in faccia i vostri coinquilini, perché da quel momento diventeranno la vostra famiglia. Se non vi sentite sicuri, prenotate per il primo mese l'alloggio fornito dalla scuola di lingua e nel frattempo cercate.

5) buttatevi a capofitto in qualsiasi porta che si apre. Non guardatevi mai indietro.

6) parlate con la gente, e cercate di capire bene le leggi del posto. Siamo abituati a dare per scontato tante cose, e tanto per farvi un esempio, le leggi dei vari stati americani sono diversissime fra loro. In alcuni stati l'aborto è vietato, i cittadini possono comprare e utilizzare pistole e c'è la pena di morte. Fortunatamente il Massachussetts sembra essere lo stato più civile e liberale, e non c'è niente di tutto questo, ma io prima di partire non avevo di certo pensato di andare su wikipedia a controllare se le pistole erano legali.

7) compratevi una sim card per avere un numero di cellulare del posto. Nessun datore di lavoro vi richiamerà su un numero italiano. Quando traducete il vostro curriculum, mettete l'indirizzo dove abitate all'estero, perché se leggono l'indirizzo di residenza italiano lo cestinano automaticamente.

8) non scoraggiatevi dopo le prime difficoltà. Questo punto devo scriverlo su un cartello e appendermelo in camera. Certo che se penso ai primi mesi a casa di Nancy ho già fatto passi da gigante.

9) per coloro che vogliono ignorare il punto uno e sono sicuri di voler provare a passare negli Stati Uniti il resto della loro vita, ho un'altra indicazione che io non ho ancora seguito perché al momento non sono sicura che sia quello che voglio. La prima cosa da fare è dare l'esame della patente americana. Se sai già come guidare, l'esame scritto paragonato al nostro è una cavolata, e per quello pratico bisogna solo fare più attenzione ai semafori che sono posizionati dall'altra parte della strada. L'investimento economico è inferiore ai cento dollari. Perché richiedere la patente anche se non vuoi comprarti un auto? Perché qui è ancora un ottimo documento di identità. Altrimenti ti devi sempre portare in giro il passaporto e pregare di non perderlo mai.

10) Tutto questo vi cambierà la vita e niente sarà mai più come prima. Siatene consapevoli. Fatelo solo se non avete niente da perdere.


13 commenti:

Alessandra ha detto...

Ciao, i dieci punti sono assolutamente utili e molto sensati, ma tu non sei in America per un corso di lingue che c'entra con l'università se non ho capito male? O forse mi sono persa qualcosa?
Ok la ricerca del lavoro che potrebbe (e ti auguro che succeda!) portarti dove non avresti immaginato, ma... da qui a parlare di ricerca della libertà e "niente sarà mai più come prima"... non è un po' troppo?
Detto con simpatia, sia chiaro.

kay ha detto...

no, niente università, è una scuola di lingue privata che ho pagato con i miei risparmi. ho lavorato come impiegata da quando ho 19 anni. non ho scritto che io cerco la libertà, ho scritto che se qualcuno la cerca, deve essere consapevole del prezzo da pagare. io cercavo solo una pausa dalla mia vita perché stava prendendo una brutta piega.
sul fatto che niente sarà mai più come prima, dovresti provare a trasferirti all'estero per più di tre mesi, e dirmi se quando torni a casa ti sembra tutto come prima.

Anonimo ha detto...

ciao, grazie per il post, veramente bello

Gabriele M. ha detto...

per coincidenza leggo questo bel post esattamente una settimana dopo il mio trasferimento in america (per 6 mesi e in università però, è una situazione un po' di versa dalla tua mi sembra...)!
sulla patente e il social sec number ci avevo già pensato, spero di concludere le operazioni settimana prossima..
in ogni caso grazie delle informazioni, continuerò a seguirti...
gabriele

Anonimo ha detto...

per chi come noi è in partenza proprio per gli States, direi che un g r a z i e per questo post è d'obbligo.
Personalmente non credo di non avere niente da perdere, diciamo piuttosto che occorre valutare entrambi i piatti della bilancia.

kay ha detto...

Gsbriele: ma come pensi di ottenerlo il social security number??
Fino a qualche anno fa si riusciva se gli dicevi che ti serviva per la patente, ma ora hanno chiuso i rubinetti e ti danno la patente anche senza, per evitare questo giochino!

Ragno ha detto...

quindi quando torni?

kay ha detto...

boh! se non trovo una ragione per rimanere, e se non trovo una ragione per rientrare prima, a metà maggio.

ragione=lavoro

gecco ha detto...

quindi anche tu hai una pistola?

kay ha detto...

no gecco, qui nel massacciacciuzzez sono vietate! :D

Anonimo ha detto...

quindi ti sei licenziata dal posto di impiegata rinunciando a pensione, contributi, ecc.? Fammi capire, perché sono in una situazione simile alla tua e sto valutando il da farsi... in bocca al lupo

kay ha detto...

Tu credi veramente che fra 35 anni esisterà ancora il sistema pensionistico italiano che già ora fa acqua da tutte le parti a causa della piramide inversa? Bisogna avere tanta fiducia nei figli degli immigrati per crederci, e l'italia non sembra un paese così mentalmente aperto. In ogni caso i miei contributi non scappano, se fra due mesi o due anni ritorno in italia posso sempre ricominciare da dove ero rimasta.

Emigrante ha detto...

In realta' ci sono alcune ipossibilita' per avere il visto negli States :
- Studenti, senza iscriversi ad una costosa universita', basta anche un programma extensions (costa pochissimo)
- Dottorato di ricerca (bisogna vincerlo ovviamente)
- Visto investitori E2. Ci vogliono sui 150 mila dollari, meno di un bilocale a Milano.