giovedì 4 marzo 2010

Cosa mi consigli?

Johanna: tu lo sai che oggi non esci da quella porta se non mi dici quali sono i tuoi programmi per il futuro?
Kay: ma io... veramente...
J: ma io, non lo so, e bla bla. Io devo mandare avanti la mia azienda, e quindi se fra un mese abbandoni l'internship amministrativo io lo voglio sapere adesso.
K: ok, sì lascio. Il fatto è che un pochino mi manca casa e poi la scuola finisce...
J: ti manca "un pochino"?
K: beh sì e poi avrei anche bisogno di iniziare a percepire uno Stipendio degno di questo nome.
J: quindi, se ricevessi uno Stipendio, poi dopo ti passerebbe la nostalgia di casa?
K: beh, credo che aiuterebbe, sì.
J: credi. Ma come si fa ad avere trent'anni e a non avere le idee chiare su cosa si vuole? Io alla tua età mi stavo già comprando il mio primo ristorante!
K: è una domanda che mi pongo tutti i giorni...
J: senti, visto che tu non lo sai, ti dico io cosa devi fare. A maggio prendi il tuo aereo, e te ne stai a casa un mese, così ti torna la voglia di scappare via. Poi da giugno a settembre torni a finire l'internship.
K: c'è quel piccolo dettaglio dello Stipendio, che se non mi ci mette quello su un altro aereo per Boston non mi ci mette neanche una gru.
J: ah, sì. Sai quanto prende un cameriere d'estate nel ristorante in centro con le mance?
K: tanto. Tantissimo.
J: ecco se torni, fai un giorno a settimana internship e cinque al ristorante. Cosa te ne pare? Per il visto di lavoro non ti preoccupare, blabla, programma di scambio, blabla, tutto regolare, blabla.
K: interessante. Ci penso su e fra due giorni ti rispondo.
J: e ti pareva che non ci dovessi pensare. Ok, pensaci pure ma non più di due giorni.

Fosse stato d'inverno avrei detto di no, ma d'estate Boston è bellissima.
Pro: un sacco di soldi.
Contro: lavoro da mulo.
Pro: tanta pratica dell'inglese parlato.
Contro: zero tempo per la vita sociale.
Pro: lontano da casa.
Contro: lontano da casa.

Fermo restando che per il momento accetto e nel frattempo continuo a pensarci, voi cosa fareste? Facciamo che per oggi questo blog diventa tipo quei libri gioco dove i lettori decidono per conto del personaggio indeciso?
A pensarci bene questa potrebbe essere l'IDEA. Magari trovo uno sponsor tipo Maria De Filippi e invento la versione 2.0 del grande fratello on-line. Lo sponsor paga e io viaggio dove volete voi, e poi vi racconto tutto col live blogging. Invece del televoto, ci sarà il clicvoto per prendere una decisione ogni volta che ci saranno diramazioni sul percorso. Dov'è che si registrano i copyright?


22 commenti:

Angelo Mariani ha detto...

STAI LI'! STAI LI'! Non fosse altro perché voglio continuare a leggere i tuoi divertentissimi post dal GP (Grande Paese, come lo chiamo io :)

Anonimo ha detto...

Premesso che io odio gli Stati Uniti e mi fa schifo solo a vederla da lontano e sentirne parlare... provo a darti un consiglio per trasformare due "contro" in due "pro":

1) Lavoro da mulo.
Beh, ogni lavoro è da mulo. Credimi. Anche quello apparentemente più "luccicante". Il lavoro è fatica e stress. Per chiunque. E la quantità di stipendio aiuta ben poco. Anche gli animali faticano per campare.
Prendila con filosofia (quella di Schopenhauer, ovvio)

2) zero tempo per la vita sociale.
La vita sociale arriverà. Ma per arrivare devi integrarti e se non ti stabilisci lì con un lavoro più regolare, non puoi integrarti. Gli amici arriveranno. L'idea "pesce fuor d'acqua" a quanto dicono è comune a tutti quelli che migrano... poi svanisce.

Imponiti una decisione. È l'unico modo per uscire da questo fastidioso stato angosciante in cui sei. Perchè ogni decisione che prenderai sarà comunque un bene per te alla fine.
ciao

Emanuele

Anonimo ha detto...

Premetto che vivere negli USA è il sogno della mia vita.
Premesso questo, l'unica cosa che potrebbe farmi desistere è il lavoro che, con tutto il rispetto parlando, non è proprio il massimo dell'aspirazione.
La soluzione potrebbe essere quella di fare la cameriera solo per il tempo necessario a trovare qualcosa di meglio.
My 2 cents....

Emidio Picariello ha detto...

Considerando l'aria che tira in patria... stattene lì!

mammadeb ha detto...

beh....semplice non è....
quali sono le tue alternative se torni qua?
Forse ti conviene farti anche questa esperienza al ristorante, che non sarà il massimo come qualcuno ha detto, ma secondo me ti può dare molto in termini di contatto con il cliente e miglioramento lingua parlata...poi le mance schifo non fanno ;-)
Se torni qui la situazione lavorativa non è certo buona....

anyway...a te l'ardua decisione!
Ciao, Deborah (torna un po' x mandarmi i libri almeno, LOL)!!!!

kay ha detto...

Deb: sì a maggio sto a casa un mese e mi organizzo per spedire :)

Tutti gli altri: uffa, nessun amico che mi scrive che gli manco e che in qualche modo in Italia si farà. Mi volete tutti via per leggere il blog. Egoistiii :p
(e poi non so che lavori avete fatto voi, ma i lavori d'ufficio non sono così da mulo. Lì si parla di sgambettare per dieci ore senza fermarsi un attimo per respirare). In Italia alla peggio potrei vendere le scarpe con mio padre, con tutta la calma del mondo e uscire la sera con le (poche) amiche che non rientrano nella categoria mamme/mogli/conviventi. Io ci penso ancora su, ecco.

Anonimo ha detto...

io voto per il sì!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! of course.

ah, un giorno ti devo scrivere una mail per chiedere (nel senso di domandare) una cosa.
e poi sai come si dice, da cosa nasce cosa. non mi piacciono i proverbi ma questa è una verità come un tempio (come dicono qua)

besicoos!

Anonimo ha detto...

AH! DUNQUE VUOI FARCI LE SCARPE!!! ;D

Naaaa. Io ti consiglio di stare lì. L'Italia non si farà. È morta. Ed è una delle migliori dittature del mondo (ahhh che orgoglio!)
Per fare l'Italia serve una rivoluzione violenta (sì, quelle col sangue... vedi l'Iran), ma finchè non si muore di fame, chi glielo fa fare agli italiani di immolarsi come i partigiani? In fondo abbiamo un sacco di illusioni con cui divertirci, un sacco di beni che non siamo disposti a perdere. A cos'altro serve sennò il consumismo capitalista se non a riempirci di luccicante e inutili bisogni che ci instupidiscono e ci rendono accidiosi? :)

E.

kay ha detto...

E: quindi devo rimanere nella patria del consumismo capitalista, per non stare in un posto che e' consumista capitalista un po' meno di qui? Non ha senso.

Anonimo ha detto...

no infatti, l'America è peggio... ma almeno lì non hanno un mafioso criminale al potere e c'è un minimo di meritocrazia. Fra i due mali scegli il minore. :)

E.

Tytty ha detto...

ecco...no simo...torna in italia..seriamente...
c'è tanta bella crisi...tanto prese per il culo..tanti stipendi medi da 900 euro dove sputi tanto sangue..
ah..cavolo...già dimenticavo..è stato appena eliminato l'unica vera battaglia sindacale..l'articolo 18..quindi puoi anche essere licenziata senza giusta causa e senza la possibilità di ricorrere al giudice del TAR.
Caspita simo...muoviti a tornare eh..
uh dimenticavo...
berlusconi è ancora vivo!!!!

nk ha detto...

Secondo me, in qualche modo si farà sia in italia come da qualsiasi altra parte!
Questo non dovrebbe preoccuparti.
Rimanendo potresti vivere il sogno americano, tipo partire come cameriera e scalare piano piano i vertici aziendali, (e sono sicuro che ce la potresti fare tranquillamente :D).
Ma ti sei già presa delle belle soddisfazioni e poi vuoi finire con lo "sprecare" la maggior parte del tempo a lavorare da sfruttata in attesa di passare prima o poi dall'altra parte a sprecare il tempo a lavorare come sfruttatrice ?
uhmmmm...

E poi, sopratutto, ricorda che c'è un trenino che aspetta per portarti in giro dall'altra parte del mondo!

ciao ;-)
nk

Anonimo ha detto...

Accetta, accetta e scappa più lontano che puoi dall'Italia.

Seba

kay ha detto...

nk, il trenino mi aspetta sì :D
america o non america entro due anni al massimo io ci devo andare!!
in effetti entrare come cameriera ed uscire come manager sarebbe fico, ma vi voglio ricordare che io la mia bella gavetta l'ho già fatta eh! In Italia come responsabile amministrativo mi stenderebbero il tappeto, nonostante la crisi. Il più è trovare la voglia di rinchiudersi di nuovo a fare dei conti per anni :(

Mude ha detto...

non è una brutta idea, quelli di turisti per caso ci hanno campato per anni. In alternativa al momento c'è where the hell is matt.

Ma non si può stare "up in the air" per sempre

kay ha detto...

Mude: oh finalmente qualcuno che commenta la mia idea geniale :D
Comunque chi lo dice che non si può? George Clooney?? Secondo me con la compagnia giusta si potrebbe :)

Anonimo ha detto...

eh no, non si può stare up in the air per sempre, credo che la fine sia chiara a tutti coloro che hanno visto il film.

Io dico "va dove ti porta il cuore". Egoisticamente direi resta lì, e continua a scrivere questo blog :)
Ma se l'Italia ti manca davvero, allora torna e ricomincia una vita qui. In fondo molti partono anche per la gioia di tornare cambiati, ma se non si torna... ci si perde un pezzo dell'avventura. Am I right?

in ogni caso in bocca al lupo, sarai da 10 qualsiasi cosa sceglierai di fare.

arPegaso ha detto...

Seriamente?
Allora, di Inglese ne sai gia' piu' tu dell'Americano medio; degli Usa hai gia' visto abbastanza; una professione vera ce l'hai ed hai anche una valida alternativa... Continuo?
Dai, che andiamo a farci una piadina.

kay ha detto...

arpegaso grazie, quasi mi commuovo :)

Mude ha detto...

si certo ci rimarrei anche io con la coprotagonista di chicago (l'altra sembra una bambina)

susanna ha detto...

secondo me devi assolutamente... attuare la tua geniale idea del grande fratello viaggiatore!! :D

comunque, seriamente: si è vero, qui in Italia stiamo definitivamente colando a picco, ma è pur sempre casa tua. A Boston probabilmente staresti meglio che al paesello, per più di un motivo, ma non certo perché il lavoro sarà più leggero, questo mi pare che tu lo abbia ben chiaro. A quello comunque ci si abitua.
Per come la vedo io, al di là di considerazioni razionali che alla fine non possono più di tanto contro il cuore, penserei a questo: rimpiangerò di essermene andata da Boston e mi morderò i gomiti dopo solo un paio di mesi passati a fare i conti, o rimpiangerò di non essere tornata a casa che mi manca da morire? Tu sai come sei fatta e puoi risponderti.

però ho l'impressione di essermi persa qualcosa: ma quel lavoro superfigo che avresti potuto fare in europa organizzando esposizioni di non so cosa, che fine ha fatto?

kay ha detto...

susanna: alla fine hanno assunto un uomo, che aveva già il visto lavorativo. easy :)