martedì 15 giugno 2010

Firenze arrivo!

Ve lo dico senza troppi preamboli: mi hanno assunto e si inizia il primo luglio.
Ringrazio tutti voi che mi avete aiutato. Siete stati tantissimi e purtroppo non posso offrire da bere a tutti, ma sappiate che se in futuro avrete bisogno di un click potrete bussare a questa porta.
E ora, il post che speravo di scrivere da un anno a questa parte.
Un anno fa per tutta una serie di congiunzioni astrali e karma negativi, come ben sapete ho messo da parte tutto e tutti e ho deciso di licenziarmi per poi partire per gli stati uniti a settembre. Quando si fa una cosa del genere si sa benissimo cosa si perde, ma non si sa cosa si troverà. Questo è uno dei maggiori motivi per cui tante persone non hanno il coraggio di fare un salto nel buio e preferiscono sopportare situazioni umanamente insostenibili, nascondendosi dietro alle più svariate scuse:
- "la mia vita fa schifo ma ho il gomito che mi fa contatto col ginocchio";
- "il mio lavoro mi uccide. potrei permettermi di stare a casa qualche mese ma non lo faccio perché poi ho paura di annoiarmi" (?!?!?);
- "sono proprietario di casa qui e non mi va di affittarla perché gli inquilini potrebbero rovinarmi il mobile della nonna";
- "l'Italia è un posto di merda però se abbandono la mamma poi nessuno mi cucina le sue tagliatelle";
- "potrei anche arrangiarmi con i 4 salti in padella, ma poi chi stira?";
- "la Svezia sì che è un posto fico, ma poi d'inverno fa freddo e d'estate non si va al mare";
- eccetera, eccetera, eccetera.
Gente, se non ce la fate veramente più, prendetevi una pausa e buttatevi, è un ordine!
Io che non sono di certo superman a poco più di un mese dal mio ritorno ho ricevuto la comunicazione di assunzione: sono la dimostrazione vivente che anche in Italia ci possono ancora essere buone opportunità per chi le sa cogliere. E non sono l'unica, tanto per farvi un esempio anche l'esponente fiorentino della italian society ha trovato lavoro una settimana fa, prima di me.
A quanto pare a posteriori ho avuto ragione su chi mi consigliava di restare a Boston a fare la cameriera perché la situazione politica italiana è sempre più ridicola. A conti fatti i personaggi politici sono persone infami dappertutto (anche se alcuni sono più bravi a nasconderlo), ma il vantaggio che ti dà essere madrelingua quando cerchi un lavoro è incolmabile.
Dette tutte queste belle parole, faccio presente che magari fra cinque anni mi alzerò una mattina e deciderò di aprire una baracchina della piadina alle Fiji. Ormai mi conoscete e non credo che vi stupireste ;)

18 commenti:

Anonimo ha detto...

Io quel coraggio lì non c'è l'avrei mai...già mi vedo "partire o guardare le repliche di Derrick sul divano?" Mumble mumble "In lingua originale non le capisco, meglio stare a casa"

Buona fortuna per tutto

Seba

silvia ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
silvia ha detto...

grande!!!
dobbiamo festeggiare!!!
ora ti trasferisci a firenze e abbandoni noi al paesello??

Ragno ha detto...

tutto fottutamente vero...

kay ha detto...

grazie :)

@silvia eggià, sto cercando casa!

Anonimo ha detto...

Esistono persone che pur volendo buttarsi non possono. In italia non ci sono valide opportunità per tanti, ma solo valide per pochi e tante che ti mantengono in vita illudendoti di vivere.

Immagino che tu non abbia problemi di fitto, auto, ecc ecc... qualcosa ti sarà pur arrivata senza fare sforzi. Ciao

Anonimo ha detto...

io non dubitavo che sarebbe successo.. Sei troppo in gamba! Ty

kay ha detto...

anonimo: beh non si può ovviamente generalizzare, ma in molti casi le cose stanno così. Ovviamente se uno non può non può, ma il mio post era diretto a quei tanti che ho sentito lamentarsi e che potrebbero, ma non se la sentono ;)
comunque, per quel che riguarda il mio caso a 18 anni c'è chi sceglie l'università e c'è chi sceglie di risparmiarsi tutti quei soldi andando a lavorare subito per avere la propria indipendenza economica in caso di bisogno. in entrambi i casi c'è almeno un periodo della vita in cui ci si pente.

Nelli ha detto...

yuppi!!!
sono contenta per te!
sai anche io 1 anno e mezzo fa mi sono licenziata e tutti mi dicevano sei pazza, c'è la crisi, ecc.
e invece ora lavoro più e meglio di prima.
mi sudo ogni euro guadagnato, ma vedo che ci sono un sacco di possibilità per chi vuole darsi da fare. certo bisogna capire quali sono i settori che funzionano e quali no. e mettersi in discussione.

complimenti e in bocca al lupo per la tua nuova strada.

Gabriele ha detto...

Per Kay: Non è la situazione politica a essere ridicola in Italia, ma la situazione sociale a essere drammatica.
Per Anonimo: Le scelte di fanno in base alle proprie priorità (spesso labili) e alle fasi della propria vita. Io non conosco la tua situazione, ma so che ci sono effettivamente persone che, anche volendo non possono prendersi su e andare. C'è stata una fase della mia vita in cui era così anche per me ed è rispettabilissimo. Però ha ragione kay: la cultura degli alibi su questi argomenti è sempre in agguato. L'accettazione passiva della routine (o se vuoi possiamo chiamarla alienazione) ha un potere illosorio, come se bastasse non modificare il presente per poter mantenere il controllo sul proprio futuro. Non è che chi parte è furbo e chi rimane a casa è debole. Si può autodeterminarsi anche restando a casa propria. Ma bisogna lottare e prendersi dei rischi. E' quello che banalmente si chiama prendersi la responsabilità di se stesso. E, se interpreto bene la parole di Kay, credo questo intendesse qualcosa del genere. E io aggiungo che ci sono al mondo paesi dove questo tipo di mentalità è dominante e la insegnano fin da piccoli. In Italia è l'esatto contrario.

kay ha detto...

condivido tutto, in particolare l'ultima frase!

arPegaso ha detto...

Oltre al coraggio servono capacita' personali, che di solito si ottengono con un sudato titolo di studio: se il massimo che so fare e' raccogliere pomodori, non e' che nel mitico estero posso diventare direttore di banca. Misurare il proprio valore e' un' altra operazione critica.

Comunque, come diceva un tizio di Viserba:

"Hasta la victoria, siempre"

Buon tutto, Kay!

kay ha detto...

arpegaso: concordo, ma prendersi una pausa non vuole dire necessariamente vai all'estero eh! uno può andare anche su una capanna nell'appennino se gli piace. l'importante è dare un taglio allo stress, riordinare le idee, fare pace con sé stessi, e tornare alla vita quotidiana più carichi e motivati. fare questo all'estero è più facile perché se sei vicino casa poi torni troppo presto a trovare tutti.

Gabriele ha detto...

@arpegaso: le capacità personali centrano poco. Puoi fermarti e tornare a fare quello che sai fare, sia esso raccogliere pomodori o qualsiasi altra cosa (anzi, probabilmente è più facile ritornare a raccogliere pomodori che non a fare il direttore di banca). Il problema vero è è difficile eliminare quello che non piace della propria vita con il bisturi, senta intaccare o mettere a rischio le cose che invece ci danno sicurezza e gratificazione. Se decidi di improvvisare una vita 2.0 (o almeno 1.1) devi correre il rischio di lasciarti alle spalle anche qualcosa di cui potresti sentire la mancanza (tipo il lavoro che ti divora, ma è ben pagato e "al giorno d'oggi" non si può lasciare...o gli amici a cui sono tanto affezionato e che non posso proprio lasciare, etc, etc). E' questa la vera paura da vincere. Tutte le altre elocubrazioni sono solo chiacchiere e distintivo.

Kekule ha detto...

Le variabili da considerare per quest argomento sono talmente tante da diventare quel "dire" che soccombe al più diretto "fare".
Le parole stanno a zero: congratulazioni e benvenuta a Firenze.

kay ha detto...

Kekule grazie, ti devo quel famoso caffé :D

Anonimo ha detto...

Sono il primo a dire che "SE VUOI PUOI", a prescindere da tutte le difficoltà che puoi incontrare e che sicuramente appaiono insormontabili.
Rasta cmq il fatto che è fastidioso che a dirlo, la maggior parte delle volte, sono persone inconsapevoli di non essere autonome in tutto.
Dire che " 18 anni c'è chi sceglie l'università e c'è chi sceglie di risparmiarsi tutti quei soldi andando a lavorare subito per avere la propria indipendenza economica in caso di bisogno." è l'evidenza di quanto ho affermato sopra.
Se a 18 anni vuoi essere indipendente significa vivere con l'acqua alla gola, altro che risparmi.
La famiglia è l'unico ammortizzatore sociale, rendetevene conto. Se manca quella siete nella cacca. E c'è chi la famiglia non ce l'ha...

kay ha detto...

sì ok, forse bisogna ribadire ancora che la parola molti non significa tutti :)